| LA STORIA |
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| Scritto da Administrator |
| Giovedì 14 Maggio 2009 09:23 |
“LA STORIA”UN TRAGITTO INFINITO
La fiaba ha origini antichissime. Probabilmente, come sostiene uno studioso russo (Vladimir Propp), «le fiabe sono nate in epoca preistorica e si ricollegano agli usi e alle credenze delle popolazioni primitive».
Prima di partire per un lungo viaggio porta con te la voglia di non tornare indietro.
L’ idea era suggestiva, ma al tempo stesso ardita. All’inizio era un sogno da mantenere nel cassetto ma le incognite del domani non spaventavano il presidente FERRIGNO VINCENZO.
Era un punto interrogativo la formazione di un gruppo omogeneo che potesse dare ampio spazio alle arti marziali, oggi, nel gruppo degli “uomini chiave” svetta il M. ANTONIO BRACCIANTE, il quale detiene un’esperienza trentennale in questo settore.
Una crescita continua di aggiornamenti tecnici, di esperienza e di umiltà e questa la favola del KARATE TEAM SOCHIN CAVA che viene chiamata la cenerentola della Valle Metelliana quale ultima nata come palestra di karate ma già prima nei risultati e nel numero dei suoi atleti. La piccola palestra alla sua nascita settembre 2005, subiva tanti colpi proibiti che non lasciavano i segni ma solo dei passaggi di una crescita maggiore ed era il momento e il bisogno di vincere.
Cava dei tirreni riconosce, oggi, la criticità nella gestione del suo immenso patrimonio che sono i bambini dove attingere le risorse per un futuro migliore. Il nome del KARATE TEAM SOCHIN CAVA viene preso dal kata di stile con il significato di “GRANDE CALMA” il suo emblema è un lupo che simboleggia la fedeltà il rispetto e nello stesso tempo l’aggressività dalle parti ostili. Lo specchio riflette l’ immagine del presidente FERRIGNO VINCENZO cintura nera 3° Dan Fijlkam, esso si chiede cosa sta pensando quel signore cinquantenne in piedi, da solo, che ha invaso con la sua schiettezza, semplicità e con un viso luminoso e con lo sguardo lucido, velato di una tristezza che arriva da lontano, i suoi allievi a dare sempre il massimo.
E in quel momento che il presidente prende respiro, il suo battito si uniforma e in un attimo qualcosa di magico scatta nella mente degli atleti.
L’ eco della sua voce rimbomba possente nella palestra ogni qual volta che digita il suo motto: “CREAMO PRIMA L’ UOMO E POI L’ ATLETA “.
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| Ultimo aggiornamento Giovedì 31 Dicembre 2009 16:46 |